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sabato 11 maggio 2019

Capperi di montagna

Anche in montagna crescono i capperi?
Ebbene sì e io l' ho saputo frequentando un corso per imparare a riconoscere e a cucinare le erbe spontanee che crescono nei nostri prati.
I nostri capperi altro non sono che i boccioli del tarassaco, un' erba  dalle molteplici proprietà, il cui  fiore dal vivace colore giallo tappezza i prati a primavera.
                                    
Prima di Pasqua sono andata a raccogliere i bocciolini ancora chiusi ed ne ho preparato un vasetto per accompagnare i salumi nel mio antipasto pasquale.
Ecco a voi la ricetta:
Bocciolini di tarassaco (non li ho pesati ma considerate che ne ho fatto un solo vasetto)
un bicchiere di aceto bianco
un bicchiere di vino bianco secco
un paio di spicchi di aglio
qualche foglia di alloro
peperoncino
3 / 4 chiodi di garofano.
Lavare accuratamente i boccioli di tarassaco e asciugarli.
Portare a bollore il vino bianco e l'aceto con uno spicchio di aglio, un paio di foglie di alloro e un pizzico di sale.
Quando bolle versare i bocciolini e lasciarli bollire per un paio di minuti.
Scolarli e lasciarli asciugare bene su un canovaccio pulito.

Quando saranno ben asciutti invasarli nel vaso  precedentemente  sterilizzato, aggiungendo l'altro spicchio di aglio tagliato a pezzetti, qualche foglia di alloro, pezzettini di peperoncino e i chiodi di garofano.
Infine coprire con olio di oliva e  procedere all' ulteriore sterilizzazione.

Sono una cosa un po' particolare, oltre che gustosa, che ha riscosso grande  successo e  che vale la pena di consumare in occasioni speciali.


sabato 4 maggio 2019

Cuscinetto per il cucito

Questo bellissimo schema di Durene Jones dal titolo "flower heart  hanging ornament 3",

trovato su Pinterest, mi ha ispirato questo cuscinetto che alla fine ho trasformato in un porta forbicine e punta spilli.
Un piccolo yo-yo attaccato alle forbicine 

Ho modificato i colori rispetto a quelli proposti dall'autrice, troppo vivaci per i miei gusti, e devo dire che sono soddisfatta del risultato.

Buona domenica!

lunedì 29 aprile 2019

Che scoperta il Portogallo!


Che scoperta il Portogallo! Mai avrei immaginato che questa nazione fosse così ricca di fascino, di storia, di gioielli architettonici, di gentilezza, di ospitalità.
Il recente viaggio fatto mi ha permesso di conoscerne una piccola parte e mi piace condividere con voi questa esperienza.
Alle otto del mattino siamo  a Lisbona dove ci attende la guida locale che ci accompagnerà per tutto il viaggio. Già dall’aereo, che sfiora praticamente i tetti delle case (infatti la guida ci spiega che non è possibile costruire oltre una certa altezza proprio per questo motivo) è possibile avere la percezione della vastità della città, meta oggi di milioni di turisti tanto da superare addirittura Barcellona.
Visitiamo la Piazza Dom Pedro IV, chiamata comunemente  Rossio. E’ il cuore di Lisbona, e da qui è passata la storia della città.  Al centro la statua di Dom Pedro IV, re del Portogallo

E la fontana barocca con le sirene in bronzo.


Lisbona sorge su sette colli, come Roma, e visitarla a piedi è quindi un continuo saliscendi. Naturalmente ci si può servire di mezzi pubblici quali il mitico tram n. 28, una vera e propria icona simbolo della città, che arranca nelle stradine del centro storico

Nel centro storico, nel quartiere di Baixa, si  trova l’elevador del Santa Justa, che collega il quartiere con la collina di Carmo. E' una vera e propria  opera d’arte con i suoi archi neogotici e gli esterni in ferro battuto.
Uno sguardo al Castello di San Giorgio

 e poi via verso il quartiere di Belem.
Questo quartiere è situato sull'estuario del fiume Tago e molti dei suoi monumento ricordano i primi esploratori portoghesi e il glorioso passato della città.
La Torre di Belem


eretta come torre di difesa fu costruita nel secolo XVI ed è un esempio lampante dello stile "manuelino" portoghese, chiamato così in onore del re Manuele I, sotto il cui regno furono costruiti gran parte degli edifici in questo stile. Uno stile sontuoso, con elementi tardogotici e motivi rinascimentali e   che incorpora elementi marinari. Lo stile fu infatti influenzato   dai grandi successi ottenuti dalle flotte portoghesi negli anni delle grandi scoperte.
Accanto troviamo il Monumento alle Scoperte, di epoca recente, costruito a cinquecento anni dalla morte di Enrico in Navigantore, per celebrare le grandi scoperte geografiche del Paese.

L'esterno del Monastero di San Geronimo colpisce per la sua maestosità e per lo sfarzo dei portali . Fatto costruire dal re Manuele I per celebrare il ritorno del navigatore Vasco de Gama , dopo aver scoperto la rotta per l' India, è stato dichiarato  Patrimonio dell' Umanità dall' Unesco.



L'interno è più semplice, una sola navata e varie cappelle, che contengono le tombe del re Manuele I e della sua famiglia, oltre ad altri Re del Portogallo.
 Anche qui ritroviamo lo stile manuelino.
Il chiostro, posto al centro del complesso, considerato (a ragione) uno dei più belli al mondo, è un'autentica meraviglia con le sua magnifiche decorazioni


Lasciamo a malincuore  Lisbona, di cui ricorderò la sua luce particolare, il suo essere città cosmopolita, accogliente e vivace, anche  se   saldamente ancorata al suo glorioso passato e la  goduria provata nell'assaggiare per la prima volta le "pastel de nata" il suo dolce tradizionale.

Fatima, importante centro della cristianità, ci attende.
Un piazzale di enormi dimensioni accoglie i pellegrini. Su un lato di affaccia il Santuario e dal lato opposto la Basilica della Santissima Trinità.
L'interno del Santuario presenta una navata unica ed ai lati dell'altare maggiore si trovano le tombe del tre pastorelli, Lucia e Giacinta vicine e Francesco dalla parte opposta.
Il Santuario è metà ogni anno di milioni di visitatori che giungono da ogni dove per visitare i luoghi dove la Vergine apparve ai tre pastorelli , ma anche per affidare alla Madonna le proprie pene, i propri dolori, per ringraziare e per condividere esperienze.
Nei dintorni di Fatima sono presenti alcuni Monasteri e visitiamo il Monastero di Batalha e quello di Alcobaca.
Il Monastero di Batalha , detto anche Monastero di Santa Maria della Vittoria, è sorto per volontà del re Giovanni I in seguito alla vittoria riportata contro il re di Castiglia nella battaglia  di Aljubarrota.

Entrando, sulla destra della navata, si trova la Cappella del Fundador, interamente bianca e realizzata in stile arabo

 
Le colonne del Chiostro Reale presentano ciascuna una diversa decorazione 

Dal Chiostro si accede alla Sala Capitolare che ospita la tomba del Milite Ignoto, presidiata costantemente da due militari
Le meraviglie di questo Monastero non sono finite: una piccola entrata porta alla Cappella Incompiuta, così definita perchè priva di tetto. Ci chiediamo come mai non è mai stata ultimata, ma penso che il suo fascino consista proprio in questo, nel poter alzare gli occhi al cielo ed ammirarne l'azzurra immensità

Il Monastero di Alcobaca sorge al centro del paese. 

All'interno si trovano le tombe reali di Dom Pedro e Ines de Castro, una sorta di Giulietta e Romeo portoghesi.

La visita a Nazarè conclude la giornata. Nazarè è un grazioso centro sulle coste dell' Oceano, diventato famoso per la presenza delle onde più alte al mondo. Per questo motivo è diventato da qualche anno meta di surfisti proveniento da tutto il mondo che, con temerarietà, cavalcano le onde gigantesche, originate da una gola sottomarina che si esaurisce a pochi chilomentri dalla spiaggia.
Attraversando la cittadina notiamo delle anziane signore intente a grigliare sardine ai lati della strada. Sono le famose "Nazarene" e osservando il loro vestiario che le rende così goffe veniamo a sapere che indossano sette gonne. La tradizione dice che anticamente il villaggio era abitato prevalentemente da pescatori; quando questi andavano per mare e si assentavano solitamente per una settimana, le mogli indossavano sette gonne, una sull'altra, ed ogni giorno ne levavano una, quasi una sorta di calendario che scandiva le giornate di assenza del marito. Allo scadere dei sette giorni erano pronte per il rientro del coniuge.
Ci rechiamo nella parte alta del borgo, il Sìtio da Nazarè, dove secondo la leggenda è apparsa la madonna di Nazarè.  Dal  belvedere abbiamo una incredibile visione dell' enorme spiaggia.

Concludiamo con  la visita alla Cappella della Memoria  con le bellissime decorazioni di piastrelle bianche e blu

e al santuario della Nostra Signora di Nazarè
Il giorno successivo è la volta di Coimbra, importante città a nord di Lisbona, antica capitale dello Stato e  centro di arte e cultura, che attrae studenti da tutto il mondo grazie alla sua Università, riconosciuta patrimonio mondiale Unesco.

L' Università di Coimbra, fondata nel  1290,  è una delle prime Università Europee e durante la visita al complesso di edifici che si trovano nella parte alta della città, resto senza parole ammirando due autentici gioielli:
la Biblioteca Joanina e la Cappella di Sao Miguel.
La biblioteca è un autentico capolavoro, con oltre 300.000 antichi volumi.
La sua vera ricchiezza non è data però solo dall'enorme quantità di volumi presenti, ma anche dalle scaffalature antiche, dai dipinti a "trompe l'oeil" che la decorano, dall' ordine con cui sono catalogati e suddivisi i volumi in base agli argomenti e alle discipline umanistiche, scientifiche o giuridiche. Altro che i moderni programmi che usiamo nei nostri computer!
Non è possibile scattare fotografie per cui non posso documentare questa meraviglia ma, credetemi, c'è da restare a bocca aperta.
La piccola Cappella di Sao Miguel è impreziosita da pannelli di azulejos e da un magnifico organo barocco del 1700






Dal colle dell' Università si gode di una bella vista sulla città, bagnata  dal fiume Mondego


Lasciamo Coimbra alla volta di Braga, dove visiteremo il Santuario del Buon Gesù.  Dal sagrato del Santuario, che purtroppo non possiamo visitare, si apre un meraviglioso panorama sulla città ma la cosa straordinaria è la stupenda scalinata barocca che dal piazzale antistante il Santuario scende per ben circa 450 gradini
Le allegorie che si incontrano lungo  le scale sono tante: le prime fontane ricordano i cinque sensi, che devono essere sempre pronti  per vedere,ascoltare,gustare, sentire e toccare la parola di Dio.
La seconda parte della scalinata è dedicata alle Virtù: Fede,Speranza, Carità e Misericordia che devono essere sempre presenti nella vita del buon cristiano.
Ad ogni rampa della scala inoltre si trova una Cappella: la Cappella dell' Agonia di Cristo, quella dell' Ultima cena, la Cappella del Bacio di Giuda e quella delle Tenebre per giungere poi in alto alle Cappella della Crocifissione.
Nell' idea dell' autore la scalinata vuole rappresentare il cammino di sofferenza percorso da Gesù nella salita al Calvario, e per noi comuni mortali un cammino di purificazione da raggiungere con fatica, gradino dopo gradino per avvicinarci a Dio.




Braga dista veramente poco  da Santiago e così non perdiamo l'occasione per un ritorno, stavolta da turisti, al luogo che poco più di un anno prima ci ha visti pellegrini. San Giacomo merita un ringraziamento speciale per un dono altrettanto speciale che ci ha fatto. 
La Cattedrale ci appare ora in tutto il suo splendore, libera dalle impalcature che non ce l'avevano mostrata  in tutta la sua bellezza e questa volta, assistendo alla Messa, vediamo anche all' opera il famoso botafumeiro, l'enorme incensiere che viene fatto oscillare  al termine della funzione e che, anticamente, aveva uno scopo molto pratico e cioè quello di utilizzare l' incenso per igienizzare e nescondere gli odori emanati dai numerosi pellegrini che al termine del cammino si accalcavano all'interno della cattedrale.


Contrariamente a quanto avevo sempre pensato e cioè che il lancio del botafumeiro fosse diventato una sorta di spettacolarizzazione della religione, confesso di aver invece provato un'emozione grandissima accompagnata da momenti di intenso raccoglimento.
Rientriamo in Portogallo per raggiungere l'ultima tappa del nostro breve ma intenso viaggio.
Porto ci attende con i suoi grandi ponti sul fiume Duero


con le sue cantine, dove è possibile degustare il celebre vino liquoroso
con la sua stazione, un trionfo di azulejos, le tipiche piastrelle di ceramica decorate, tipiche del Portogallo e della Spagna


con la Chiesa di San Francesco, la cui umile facciata nasconde gli immesi tesori celati  al suo interno.  Incisioni barocche e decorazioni dorate che lasciano a bocca aperta



la stupenda cattedrale situata nella parte alta della città.


la Chiesa di San Ildefonso, con la facciata  ricoperta di azulejos che rappresentano immagini della vita di San Ildefonso e allegorie dell' eucarestia.
la Torre dei Chierici, una torre in pietra simbolo della città e progettata dall'a rchitetto italiano Niccolò Nasoni
il pittoresco quartiere di Ribeira che si presenta come una lunga passeggiata lungo il fiume, con tipici edifici color pastello con pareti decorate da azulejos e ringhiere in ferro battuto.

Alle spalle della via principale si apre una serie di vicoli e stretti passaggi  ricchi di locali tipici, dove si possono gustare le specialità del posto, e botteghe artigianali per gli ultimi acquisti.
Eh si, gli ultimi acqisti, perchè la vacanza è terminata e con un pò di malinconia ci avviamo verso l'aeroporto. 
Gli zaini e le borse sono piene di ricordini e specialità gastronomiche, le foto nella macchina fotografica ormai non si contano più,  ma i ricordi migliori sono quelli che  portiamo nel cuore. Ricordi di questo Paese ricco di tante meraviglie architettoniche, con una storia di grandi viaggi e grandi scoperte, ma soprattutto ricco di calore e di grande ospitalità.