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venerdì 31 luglio 2020

Bellezze del VCO - Carmine Superiore

Avete mai pensato a quanti posti ci sono vicino a dove viviamo e che non conosciamo? Spesso viaggiamo chilometri e chilometri senza sapere che, a due passi da noi, ci sono posti meravigliosi, ricchi di storia e di bellezza. Questa è l' Italia....giri l'angolo di casa e resti a bocca aperta!
E' il caso di questo piccolo borgo sulle alture del lago Maggiore, scoperto per caso una delle scorse domeniche.
Superata Verbania, procedendo verso il confine svizzero, la strada costeggia il lago attraversando paesi e frazioni. Una di queste è Carmine Inferiore, frazione di Cannobio e punto di partenza per la nostra escursione che, in poco più di 15 minuti, ci porterà a   Carmine Superiore, un piccolo borgo di origine medioevale raggiungibile solo a piedi.
Il sentiero sale dolcemente, tra la rigogliosa vegetazione dal sapore quasi mediterraneo

Sui sentieri, dalle mie parti, non mancano mai le cappellette votive, segno tangibile della fede e devozione dei nostri avi

Continua la dolce salita, mentre ammiriamo la bellezza dei panorami che si aprono davanti a noi



 e di fronte la sponda lombarda del lago
La prima cosa che appare di Carmine Superiore è la Chiesa dedicata a San Gottardo. La costruzione, di stile romanico, fu iniziata attorno al 1330. A quel tempo il borgo faceva parte del Ducato di Milano retto dai Visconti. Circa un secolo dopo venne ampliata nella parte superiore e fu eretto il campanile.



Non è stato possibile entrare ma, da una piccola finestra, si possono ammirare gli affreschi opera di artisti lombardi e risalenti al XV secolo. Nel XVII secolo, durante la pestilenza,  l' interno della chiesa  fu ricoperto con la calce e l'edificio venne utilizzato come lazzaretto. Solo in epoca più recente, attorno al 1930 vennero alla luce gli affreschi  il cui restauro è stato completato nel 2001.
Dalla Chiesa ci si inoltra nelle viuzze della frazione, un tempo densamente popolata.
Fondata intorno all'anno mille come casamento fortificato da una famiglia di notabili di Cannobio. La sua posizione strategica offriva un sicuro rifugio in caso di pericolo  anche alla popolazione delle zone limitrofe


Sembra di essere piombato in un'altra epoca, perchè la ristrutturazione degli edifici ha conservato tutte quelle caratteristiche originali delle abitazioni.

Dopo la prima e la seconda guerra mondiale il borgo venne gradualmente abbandonato, ma negli ultimi anni è stato riscoperto, sia da turisti, sia da discendenti dei vecchi abitanti e quasi tutte le case sono state ricostruite o restaurate,
Attualmente alcune persone vivono stabilmente a Carmine Superiore, così recita l'informativa apposta all'esterno della Chiesa che invita, giustamente, a portare via dal borgo solo fotogtafie ed a lasciare solo le proprie orme.

lunedì 29 aprile 2019

Che scoperta il Portogallo!


Che scoperta il Portogallo! Mai avrei immaginato che questa nazione fosse così ricca di fascino, di storia, di gioielli architettonici, di gentilezza, di ospitalità.
Il recente viaggio fatto mi ha permesso di conoscerne una piccola parte e mi piace condividere con voi questa esperienza.
Alle otto del mattino siamo  a Lisbona dove ci attende la guida locale che ci accompagnerà per tutto il viaggio. Già dall’aereo, che sfiora praticamente i tetti delle case (infatti la guida ci spiega che non è possibile costruire oltre una certa altezza proprio per questo motivo) è possibile avere la percezione della vastità della città, meta oggi di milioni di turisti tanto da superare addirittura Barcellona.
Visitiamo la Piazza Dom Pedro IV, chiamata comunemente  Rossio. E’ il cuore di Lisbona, e da qui è passata la storia della città.  Al centro la statua di Dom Pedro IV, re del Portogallo

E la fontana barocca con le sirene in bronzo.


Lisbona sorge su sette colli, come Roma, e visitarla a piedi è quindi un continuo saliscendi. Naturalmente ci si può servire di mezzi pubblici quali il mitico tram n. 28, una vera e propria icona simbolo della città, che arranca nelle stradine del centro storico

Nel centro storico, nel quartiere di Baixa, si  trova l’elevador del Santa Justa, che collega il quartiere con la collina di Carmo. E' una vera e propria  opera d’arte con i suoi archi neogotici e gli esterni in ferro battuto.
Uno sguardo al Castello di San Giorgio

 e poi via verso il quartiere di Belem.
Questo quartiere è situato sull'estuario del fiume Tago e molti dei suoi monumento ricordano i primi esploratori portoghesi e il glorioso passato della città.
La Torre di Belem


eretta come torre di difesa fu costruita nel secolo XVI ed è un esempio lampante dello stile "manuelino" portoghese, chiamato così in onore del re Manuele I, sotto il cui regno furono costruiti gran parte degli edifici in questo stile. Uno stile sontuoso, con elementi tardogotici e motivi rinascimentali e   che incorpora elementi marinari. Lo stile fu infatti influenzato   dai grandi successi ottenuti dalle flotte portoghesi negli anni delle grandi scoperte.
Accanto troviamo il Monumento alle Scoperte, di epoca recente, costruito a cinquecento anni dalla morte di Enrico in Navigantore, per celebrare le grandi scoperte geografiche del Paese.

L'esterno del Monastero di San Geronimo colpisce per la sua maestosità e per lo sfarzo dei portali . Fatto costruire dal re Manuele I per celebrare il ritorno del navigatore Vasco de Gama , dopo aver scoperto la rotta per l' India, è stato dichiarato  Patrimonio dell' Umanità dall' Unesco.



L'interno è più semplice, una sola navata e varie cappelle, che contengono le tombe del re Manuele I e della sua famiglia, oltre ad altri Re del Portogallo.
 Anche qui ritroviamo lo stile manuelino.
Il chiostro, posto al centro del complesso, considerato (a ragione) uno dei più belli al mondo, è un'autentica meraviglia con le sua magnifiche decorazioni


Lasciamo a malincuore  Lisbona, di cui ricorderò la sua luce particolare, il suo essere città cosmopolita, accogliente e vivace, anche  se   saldamente ancorata al suo glorioso passato e la  goduria provata nell'assaggiare per la prima volta le "pastel de nata" il suo dolce tradizionale.

Fatima, importante centro della cristianità, ci attende.
Un piazzale di enormi dimensioni accoglie i pellegrini. Su un lato di affaccia il Santuario e dal lato opposto la Basilica della Santissima Trinità.
L'interno del Santuario presenta una navata unica ed ai lati dell'altare maggiore si trovano le tombe del tre pastorelli, Lucia e Giacinta vicine e Francesco dalla parte opposta.
Il Santuario è metà ogni anno di milioni di visitatori che giungono da ogni dove per visitare i luoghi dove la Vergine apparve ai tre pastorelli , ma anche per affidare alla Madonna le proprie pene, i propri dolori, per ringraziare e per condividere esperienze.
Nei dintorni di Fatima sono presenti alcuni Monasteri e visitiamo il Monastero di Batalha e quello di Alcobaca.
Il Monastero di Batalha , detto anche Monastero di Santa Maria della Vittoria, è sorto per volontà del re Giovanni I in seguito alla vittoria riportata contro il re di Castiglia nella battaglia  di Aljubarrota.

Entrando, sulla destra della navata, si trova la Cappella del Fundador, interamente bianca e realizzata in stile arabo

 
Le colonne del Chiostro Reale presentano ciascuna una diversa decorazione 

Dal Chiostro si accede alla Sala Capitolare che ospita la tomba del Milite Ignoto, presidiata costantemente da due militari
Le meraviglie di questo Monastero non sono finite: una piccola entrata porta alla Cappella Incompiuta, così definita perchè priva di tetto. Ci chiediamo come mai non è mai stata ultimata, ma penso che il suo fascino consista proprio in questo, nel poter alzare gli occhi al cielo ed ammirarne l'azzurra immensità

Il Monastero di Alcobaca sorge al centro del paese. 

All'interno si trovano le tombe reali di Dom Pedro e Ines de Castro, una sorta di Giulietta e Romeo portoghesi.

La visita a Nazarè conclude la giornata. Nazarè è un grazioso centro sulle coste dell' Oceano, diventato famoso per la presenza delle onde più alte al mondo. Per questo motivo è diventato da qualche anno meta di surfisti proveniento da tutto il mondo che, con temerarietà, cavalcano le onde gigantesche, originate da una gola sottomarina che si esaurisce a pochi chilomentri dalla spiaggia.
Attraversando la cittadina notiamo delle anziane signore intente a grigliare sardine ai lati della strada. Sono le famose "Nazarene" e osservando il loro vestiario che le rende così goffe veniamo a sapere che indossano sette gonne. La tradizione dice che anticamente il villaggio era abitato prevalentemente da pescatori; quando questi andavano per mare e si assentavano solitamente per una settimana, le mogli indossavano sette gonne, una sull'altra, ed ogni giorno ne levavano una, quasi una sorta di calendario che scandiva le giornate di assenza del marito. Allo scadere dei sette giorni erano pronte per il rientro del coniuge.
Ci rechiamo nella parte alta del borgo, il Sìtio da Nazarè, dove secondo la leggenda è apparsa la madonna di Nazarè.  Dal  belvedere abbiamo una incredibile visione dell' enorme spiaggia.

Concludiamo con  la visita alla Cappella della Memoria  con le bellissime decorazioni di piastrelle bianche e blu

e al santuario della Nostra Signora di Nazarè
Il giorno successivo è la volta di Coimbra, importante città a nord di Lisbona, antica capitale dello Stato e  centro di arte e cultura, che attrae studenti da tutto il mondo grazie alla sua Università, riconosciuta patrimonio mondiale Unesco.

L' Università di Coimbra, fondata nel  1290,  è una delle prime Università Europee e durante la visita al complesso di edifici che si trovano nella parte alta della città, resto senza parole ammirando due autentici gioielli:
la Biblioteca Joanina e la Cappella di Sao Miguel.
La biblioteca è un autentico capolavoro, con oltre 300.000 antichi volumi.
La sua vera ricchiezza non è data però solo dall'enorme quantità di volumi presenti, ma anche dalle scaffalature antiche, dai dipinti a "trompe l'oeil" che la decorano, dall' ordine con cui sono catalogati e suddivisi i volumi in base agli argomenti e alle discipline umanistiche, scientifiche o giuridiche. Altro che i moderni programmi che usiamo nei nostri computer!
Non è possibile scattare fotografie per cui non posso documentare questa meraviglia ma, credetemi, c'è da restare a bocca aperta.
La piccola Cappella di Sao Miguel è impreziosita da pannelli di azulejos e da un magnifico organo barocco del 1700






Dal colle dell' Università si gode di una bella vista sulla città, bagnata  dal fiume Mondego


Lasciamo Coimbra alla volta di Braga, dove visiteremo il Santuario del Buon Gesù.  Dal sagrato del Santuario, che purtroppo non possiamo visitare, si apre un meraviglioso panorama sulla città ma la cosa straordinaria è la stupenda scalinata barocca che dal piazzale antistante il Santuario scende per ben circa 450 gradini
Le allegorie che si incontrano lungo  le scale sono tante: le prime fontane ricordano i cinque sensi, che devono essere sempre pronti  per vedere,ascoltare,gustare, sentire e toccare la parola di Dio.
La seconda parte della scalinata è dedicata alle Virtù: Fede,Speranza, Carità e Misericordia che devono essere sempre presenti nella vita del buon cristiano.
Ad ogni rampa della scala inoltre si trova una Cappella: la Cappella dell' Agonia di Cristo, quella dell' Ultima cena, la Cappella del Bacio di Giuda e quella delle Tenebre per giungere poi in alto alle Cappella della Crocifissione.
Nell' idea dell' autore la scalinata vuole rappresentare il cammino di sofferenza percorso da Gesù nella salita al Calvario, e per noi comuni mortali un cammino di purificazione da raggiungere con fatica, gradino dopo gradino per avvicinarci a Dio.




Braga dista veramente poco  da Santiago e così non perdiamo l'occasione per un ritorno, stavolta da turisti, al luogo che poco più di un anno prima ci ha visti pellegrini. San Giacomo merita un ringraziamento speciale per un dono altrettanto speciale che ci ha fatto. 
La Cattedrale ci appare ora in tutto il suo splendore, libera dalle impalcature che non ce l'avevano mostrata  in tutta la sua bellezza e questa volta, assistendo alla Messa, vediamo anche all' opera il famoso botafumeiro, l'enorme incensiere che viene fatto oscillare  al termine della funzione e che, anticamente, aveva uno scopo molto pratico e cioè quello di utilizzare l' incenso per igienizzare e nescondere gli odori emanati dai numerosi pellegrini che al termine del cammino si accalcavano all'interno della cattedrale.


Contrariamente a quanto avevo sempre pensato e cioè che il lancio del botafumeiro fosse diventato una sorta di spettacolarizzazione della religione, confesso di aver invece provato un'emozione grandissima accompagnata da momenti di intenso raccoglimento.
Rientriamo in Portogallo per raggiungere l'ultima tappa del nostro breve ma intenso viaggio.
Porto ci attende con i suoi grandi ponti sul fiume Duero


con le sue cantine, dove è possibile degustare il celebre vino liquoroso
con la sua stazione, un trionfo di azulejos, le tipiche piastrelle di ceramica decorate, tipiche del Portogallo e della Spagna


con la Chiesa di San Francesco, la cui umile facciata nasconde gli immesi tesori celati  al suo interno.  Incisioni barocche e decorazioni dorate che lasciano a bocca aperta



la stupenda cattedrale situata nella parte alta della città.


la Chiesa di San Ildefonso, con la facciata  ricoperta di azulejos che rappresentano immagini della vita di San Ildefonso e allegorie dell' eucarestia.
la Torre dei Chierici, una torre in pietra simbolo della città e progettata dall'a rchitetto italiano Niccolò Nasoni
il pittoresco quartiere di Ribeira che si presenta come una lunga passeggiata lungo il fiume, con tipici edifici color pastello con pareti decorate da azulejos e ringhiere in ferro battuto.

Alle spalle della via principale si apre una serie di vicoli e stretti passaggi  ricchi di locali tipici, dove si possono gustare le specialità del posto, e botteghe artigianali per gli ultimi acquisti.
Eh si, gli ultimi acqisti, perchè la vacanza è terminata e con un pò di malinconia ci avviamo verso l'aeroporto. 
Gli zaini e le borse sono piene di ricordini e specialità gastronomiche, le foto nella macchina fotografica ormai non si contano più,  ma i ricordi migliori sono quelli che  portiamo nel cuore. Ricordi di questo Paese ricco di tante meraviglie architettoniche, con una storia di grandi viaggi e grandi scoperte, ma soprattutto ricco di calore e di grande ospitalità.