Giorni tristi, giorni bui.....il cuore piange ed è vicino alle famiglie che hanno perso i loro cari, il cuore piange la lontananza dai propri cari, il cuore batte nell'attesa di poterli riabbracciare, il cuore è vicino a medici, infermieri, operatori sanitari che vivono come in trincea la battaglia contro il nemico, ma anche a coloro che sono costretti a lavorare per non farci mancare l'indispensabile.
Cosa insegnerà questo periodo?
A me personalmente sta insegnando che la vita è bellissima nella sua banale normalità.............. avete mai pensato a quanto è bella la normalità?
Sta insegnando ad amare ed apprezzare di più la nostra cara Italia, a volte bistrattata e ferita, ma che sta dando un grande esempio di unione, solidarietà, amore e tenacia......
Sta insegnando che nella vita bisogna fermarsi ogni tanto a riflettere ed ascoltare. In questi giorni di silenzio surreale riscopro rumori e suoni a cui prima non badavo, il semplice canto degli uccellini o il suono delle campane erano diventati parte della mia vita e passavano inosservati, ora sono diventati un elemento essenziale che mi fa credere che la vita continua e prima o poi questo incubo finirà.
E poi ci sono le telefonate di parenti e amici che ti fanno sentire amato e le video-chiamate con i nipotini che ti immagonano da un lato, ma dall'altro ti spronano ad andare avanti in attesa del momento in cui finalmente li potrò nuovamente stringere al petto e riempire di baci.
Nonostante tutto i giorni trascorrono senza che mi annoi, cerco di riempire ogni buco per impedire al cervello di lavorare troppo e quindi via libera alla cucina con piatti che da anni non facevo, pulizie di primavera, ricamo, cucito,lettura e anche qualche momento di ginnastica dolce.
All' inizio dell'anno mi ero ripromessa di portare a termine tanti lavori che giacevano da tempo nella mia cesta degli incompiuti, ma non avrei mai immaginato di poter tenere fede a questa promessa ed invece, con tanto tempo a disposizione, pian piano, i miei "incompiuti" si stanno trasformando in "compiuti".
Ho finito il mio uccellino della primavera, iniziato ben sette anni fa.
Un cuscinetto con quadrifogli, i portafortuna per eccellenza, e un bordo di melograni simbolo dell' unità di popolo ma anche di prosperità e ricchezza. Non pensate che sia adatto a questo periodo? Abbiamo bisogno di fortuna ed abbiamo dimostrato di essere un grande popolo.
Nel contempo è anche un augurio per il futuro, che la ripresa porti in breve tanta prosperità e ricchezza, non solo materiale ma anche di valori, quei valori che abbiamo dimostrato di avere e che non debbono andare persi.