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sabato 9 gennaio 2021

Un segno del destino?

 Trovare tra la legna ricavata dalla demolizione del tetto della nuova casa in ristrutturazione  un nome conosciuto, un nome che è da sempre nel cuore.


Ciao nonno, lo so che avevi lavorato nella casa che stiamo sistemando ed ora so che sei contento di ciò che ho fatto e che sei sempre accanto a me, come allora quando bambina aspettavo il pomeriggio della domenica per la nostra passeggiata in pineta e la merenda nel prato della nonna.

martedì 22 settembre 2015

Vecchi borghi per un anniversario

Dopo tanta pioggia domenica finalmente una bella giornata di sole ed allora perchè non approfittarne per uscire e visitare finalmente La Tensa, un agriturismo nato dal recupero di un vecchio borgo di montagna,abitato fino agli anni cinquanta.
La struttura sorge in posizione panoramica sulla strada che da Domodossola sale alla stazione sciistica di Domobianca ed è composta da un corpo centrale dove ha sede il ristorante e da tanti piccoli edifici dislocati intorno adibiti a camere per gli ospiti. Il tutto circondato da alberi da frutto, vigneti e tanta tanta pace.

L


Le vecchie case contadine sono state sapientemente ristrutturate, conservandone le caratteristiche e soprattutto privilegiando i materiali propri del luogo, la pietra ed il legno.







 Qui io e Angelo abbiamo festeggiato i nostri 34 anni di matrimonio

Al rientro una sosta a Vallesone, situato a circa un chilometro dall' agriturismo, un altro piccolo borgo dove si respira un'aria più autentica essendo formato da vecchie costruzioni , raccolte attorno alla chiesetta



 Una passeggiata tra i vicoletti riporta la memoria a tempi lontani, ed  immagino  la comunità che viveva    in queste case, una comunità  viva, pulsante, con i suoi riti e  le sue tradizioni.   


 Il panorama che si presenta al termine del sentiero è qualcosa di ammaliante con le cime si stagliano all'orizzonte e sotto la piana di Domodossola
 Quanta fatica e quanto lavoro per innalzare queste mura che resistono da secoli


Quanti piedi avranno varcato queste soglie  levigate

I vecchi borghi sono una delle bellezze  del nostro paese, ed il fascino che emanano è fonte di  arricchimento dello spirito.

venerdì 4 settembre 2015

giovedì 11 giugno 2015

Piccola vedetta............

Cosa avrà mai spaventato tanto Friz da indurlo a salire in cima all' albero di mele, chi si starà  avvicinando a turbare i suoi sonni tranquilli.............

Ma quel rompiscatole di Tobia e la sua amichetta; sono un gatto  amante della pace e della quiete, io, quassù non mi beccheranno di sicuro!!!!!

martedì 3 febbraio 2015

Aosta e la Fiera di Sant' Orso

La Fiera di Sant' Orso, che si svolge ogni anno ad Aosta il 30 e 31 gennaio, ha origini antichissime. 
Già nel Medio Evo la fiera si svolgeva nel Borgo di Aosta, nell ’area circostante la Collegiata che porta il nome di Sant’Orso. Racconti leggendari narrano che tutto ha avuto inizio proprio di fronte la chiesa dove il Santo, vissuto anteriormente al IX secolo, sarebbe stato solito distribuire ai poveri indumenti e “sabot”, le tipiche calzature in legno ancora oggi presentate alla fiera.
Ora tutte le vie del centro cittadino sono coinvolte nella manifestazione, ospitando gli stands di artisti e artigiani che espongono  i frutti del loro lavoro.
Le  attività tradizionali  presenti in fiera vanno dalla scultura e intaglio su  legno alla   lavorazione della  pietra ollare,  dal ferro battuto al cuoio, dai merletti alla tecnica dell' intreccio per la creazione dei cesti.
La fiera di Sant’Orso vuole omaggiare, anzi celebrare la creatività e l' industriosità delle genti di montagna, oltre ad essere grande evento popolare che ogni anno richiama sempre più visitatori. 
Da qualche anno desideravo visitarla, e quest'anno finalmente ne ho avuta l'occasione.  Anche se mi ero documentata, non ero comunque preparata all' enormità della fiera (un numero indicibile di espositori), ma soprattutto alla quantità delle presenze che quest'anno pare abbia sfiorato i 250.000 visitatori nei due giorni della manifestazione.
Numerosi banchi esponevano i galletti, simbolo della rinascita e del risveglio!
E poi tante sculture in legno, gli immancabili campanacci e le caratteristiche grolle





Aosta, l'antica Augusta Praetoria , vanta numerosi resti dell' epoca  romana. E' valsa dunque la pena di
fare anche una breve visita alla città.
L'arco di Augusto









La stupenda facciata della Cattedrale di Santa Maria Assunta




Il teatro romano


















Porta Pretoria
Il passaggio dal cicaleccio della folla che animava la fiera al silenzio che regnava nel teatro romano ha fatto apprezzare ancora di più i meravigliosi resti dell' antica civiltà e la neve scesa la notte precedente ha contribuito a rendere il tutto ancora  più magico e suggestivo.



mercoledì 16 aprile 2014

Il coniglio e la sua simbologia

Incuriosita dai numerosi conigli   di tutti i generi ( di cioccolato, di ceramica, ricamati ecc.) che in questo periodo dell'anno si vedono in ogni luogo ho voluto sapere perché questo animale tanto grazioso, timido e riservato sia uno dei più importanti simboli delle festività pasquali, ed ecco che cosa ho saputo:

"Le motivazioni del coniglio come simbolo pasquale sono principalmente due. Da un lato abbiamo quella storica: fin dall’antichità in questo periodo dell’anno (è il primo plenilunio della primavera),   si festeggiava la vita che nasce, il vigore della natura e la forza della fertilità. È qui che si colloca il coniglio le cui capacità riproduttive sono ben note. Su questa festa pagana si sarebbe poi inserita la festa della Pasqua cristiana che celebra una nuova nascita nel Signore risorto. Fu nel secolo XV che la Germania recuperò l’antico simbolo del coniglio e vennero prodotti dei biscotti con la loro silhouette per festeggiare la Pasqua. Dalla Germania il coniglietto dolce è stato trasportato nel nord Europa e negli Stati Uniti d’America, subendo varie trasformazioni e divenendo, così, quel simbolo che oggi conosciamo. In particolare negli USA il coniglietto pasquale è una vera e propria istituzione: secondo la tradizione è lui che nasconde le uova nei giardini e compito dei bambini è quello di trovarle (tradizione, questa, che ogni anno si ripete anche nel giardino della Casa Bianca).
Secondo un’altra spiegazione, più religiosa,  le origini del coniglio pasquale sono da attribuire a sant’Ambrogio che vi avrebbe visto un simbolo della resurrezione vista la capacità dell’animalino di cambiare il colore del proprio mantello a seconda della stagione dell’anno".

Dopo aver letto questa esauriente spiegazione, pensando al significato di ciò che simboleggiano, ho  guardato con altri occhi i miei coniglietti, ricamati già alcuni anni fa.

















In mezzo a loro un bel vaso di fiori, altro simbolo della bella stagione e della vita che nasce.


 














 


Schema Prairie Schooler

martedì 31 dicembre 2013

Auguri

Auguri innevati di un sereno Anno Nuovo





Ti auguro tempo

Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guadarlo sull'orologio.
Ti auguro tempo per guardare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.
 Elli Michler

sabato 19 maggio 2012

E' fiorito il maggiociondolo....

In giardino, puntuale come ogni anno, è fiorito il maggiociondolo.
Eccolo in tutto il suo splendore:

Il suo nome dice già tutto: maggio perchè fiorisce appunto nel mese di maggio e ciondolo perchè i suoi fiori sono raggruppati in lunghi rami penduli che "ciondolano" verso il basso



Sembra impossibile che  un albero così "rustico" possa fiorire così splendidamente eppure, puntualmente, ogni anno il miracolo si ripete....


Tra le sue fronde   svolazzano le api e trovano riparo gli uccellini....





 


"Il maggiociondolo, utilizzato per fare le spine delle botti e i pali della vigna, è diventato, assieme al rovere, con i secoli, un intenditore di vini; ma, a differenza degli uomini, l’alcol non riesce a distruggerlo. (…)
Il tronco del “Maggio” non è mai diritto né grosso ma si piega e vive di stenti, contento del poco di cui dispone.
Da lui il vecchio ricavava le “cavezze” per le capre e le mucche. Per chi non lo sa le “cavezze” sono cerchi in legno, oggi sostituiti dal cuoio.
Ho imparato che, se volevo fare una cosa ad uso “tenero”, non la potevo costruire con il maggiociondolo, buono per le cose resistenti, come i denti dei rastrelli, che dovevano durare un’eternità e grattare sui prati quel poco fieno di montagna, ispido e ricco di essenze benefiche.
Nella concretezza risiede la nobiltà del maggiociondolo. E’ come l’amico fedele che rimane nell’ombra ma è pronto a intervenire in caso di bisogno. Di lui ti puoi fidare. Disponibile al sacrificio, è un legno speciale anche per la stufa, e produce un fuoco gagliardo, di un bianco incandescente che riscalda l’anima prima ancora del corpo.
E’ generoso, e quando stai scivolando non si comporta come la muga traditrice, ma ti sostiene e ti incoraggia. Non ha bisogno di affetti né li vuole. Non dipende da nessuno e affronta la vita schivo e riservato. Non disprezza l’amore ma neppure lo cerca. (…)
Confesso che voglio bene al maggiociondolo e mi sono affezionato, anche perché è un albero che sa invecchiare senza il patetico bisogno dei cosmetici antirughe. E’ sciocco cercare di mascherare il cammino degli anni. L’incedere del tempo cambia il colore alla pelle del maggiociondolo e la abbrutisce, ma lui non se ne rammarica.
Appena tagliato, all’interno è verde chiaro con stupende venature gialle. Quando lo levighi ostenta un verde cupo con intense fiammature dorate. Poi, dopo due o tre anni, passa al marron scuro, quasi nero, della vecchiaia.
Al termine della vita, il maggiociondolo, senza urlare, ma in dignitoso silenzio, come l’ulivo, entra nel buio della terra e scompare.
(Brano tratto dal libro "Le voci del bosco" di Mauro Corona)